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Guida

Miti sulla bici in città: le affermazioni ricorrenti e cosa si può verificare

Dal casco obbligatorio alle piste ciclabili che creerebbero traffico: le affermazioni ricorrenti, messe accanto a quello che si verifica.

Una corsia ciclabile urbana che si interrompe di colpo dove finisce la segnaletica dipinta

Sulla bicicletta in città circolano molte affermazioni che sembrano di senso comune e non reggono alla verifica. Alcune sono errori di fatto, come l'obbligo del casco per gli adulti. Altre sono generalizzazioni che valgono in un caso e non in un altro, come l'idea che la bici sia sempre più lenta dell'automobile.

Questa pagina raccoglie le affermazioni ricorrenti e ci mette accanto quello che si può verificare: il testo del codice della strada, il funzionamento fisico di un mezzo a due ruote, l'esperienza ordinaria di chi si sposta pedalando. Dove la risposta dipende dal contesto, il contesto è indicato.

Come leggere le schede

Ogni scheda contiene un'affermazione diffusa e, aprendola, la parte verificabile. Non tutte le risposte sono un semplice no: in diversi casi l'affermazione contiene qualcosa di vero, che vale la pena isolare dal resto. Le questioni normative rimandano alle pagine di riferimento, dove gli articoli sono citati per intero.

Le schede sono organizzate per tema: sicurezza in strada, infrastrutture ciclabili, pregiudizi sull'uso quotidiano, bambini in bicicletta, meteo e stagioni. Per gli argomenti che richiedono più spazio la scheda rimanda alla guida corrispondente, dalla pagina sui percorsi ciclabili a quella sui furti.

Mito o realtà

Mito

Il casco è obbligatorio per chi va in bicicletta

Realtà

Per i maggiorenni il codice della strada italiano non prevede l'obbligo del casco. Resta una scelta personale, più difendibile su percorsi con traffico veloce. La sanzione che molti danno per certa non esiste.

Mito

Le piste ciclabili creano traffico

Realtà

Una corsia riservata sottrae spazio, quindi nel breve periodo può allungare i tempi di alcuni percorsi in automobile. Nel medio periodo una parte degli spostamenti brevi passa alla bicicletta e il conto cambia. La variabile decisiva è la continuità del percorso: una corsia isolata sposta pochi spostamenti, una rete continua molti.

Mito

In Italia non si può pedalare perché non è piatta come l'Olanda

Realtà

La pianura padana è fra le aree più pianeggianti d'Europa e la maggior parte delle città italiane ha un centro percorribile senza dislivelli rilevanti. Dove i dislivelli esistono davvero, come nei quartieri collinari, l'assistenza al pedale risolve il problema.

Mito

Andare in bici in città è troppo pericoloso

Realtà

Il rischio esiste e si concentra in situazioni identificabili: la svolta a destra dei veicoli, la zona delle portiere delle auto in sosta, i tratti in cui la pista si interrompe. Sono situazioni che si affrontano con la posizione in carreggiata e la velocità, come descritto nella pagina sull'uso condiviso della strada.

Mito

Serve una bici costosa per spostarsi ogni giorno

Realtà

Una bici usata revisionata, con gomme gonfie e freni registrati, copre anni di spostamenti urbani. La spesa che conta è il lucchetto, da scegliere in proporzione al valore del mezzo.

Mito

Chi va in bicicletta non rispetta le regole

Realtà

Le infrazioni esistono in tutte le categorie di utenti della strada. Cambiano però le conseguenze: la stessa infrazione con un mezzo di due tonnellate produce danni non comparabili. Nella pratica molti comportamenti irregolari in bicicletta nascono da percorsi interrotti a metà.

Mito

La bicicletta non è un mezzo per andare al lavoro

Realtà

Fino a cinque o sette chilometri per tratta è uno dei mezzi più regolari in città, perché non dipende dal traffico né dalla ricerca di un parcheggio. Oltre quella distanza la scelta si sposta sull'assistenza al pedale o sulla combinazione con il treno.

Mito

I bambini in bicicletta sono troppo esposti

Realtà

Dipende interamente dal percorso. Su piste in sede propria, aree residenziali e zone a trenta chilometri orari la bicicletta è praticabile molto presto; su assi ad alto scorrimento non lo è per nessuno. La scelta non è fra bici e non bici, è fra strada e strada.

Mito

D'inverno la bici si mette in cantina

Realtà

Il freddo si affronta coprendo mani, orecchie e collo, non con abbigliamento tecnico. La sola condizione che consiglia davvero di lasciare la bici a casa è il ghiaccio diffuso, perché nessuna tecnica compensa la mancanza di aderenza.

Mito

Con la pioggia non si può pedalare

Realtà

Con la pioggia cambiano frenata e visibilità, non la possibilità di pedalare. Il parafango risolve più problemi della giacca, perché gran parte dell'acqua arriva dalla strada e non dal cielo.

Mito

La bici elettrica richiede assicurazione e casco

Realtà

Una bici a pedalata assistita entro i limiti di legge, cioè fino a 250 watt nominali con interruzione a 25 chilometri orari, resta un velocipede: senza targa, senza assicurazione obbligatoria e senza obbligo di casco per gli adulti.

Mito

Tanto la bici viene rubata comunque

Realtà

Il furto è opportunistico: sceglie il mezzo che cede prima nella fila. Un archetto rigido, il telaio legato a un ancoraggio verificato e una sosta in un punto di passaggio spostano il bersaglio altrove.

Mito

Pedalare in città fa respirare più smog che stare in auto

Realtà

Le misurazioni dell'esposizione mostrano che l'abitacolo di un'automobile concentra gli inquinanti emessi dal traffico che la precede. Chi pedala respira volumi d'aria maggiori ma spesso concentrazioni inferiori, tanto più se sceglie strade laterali invece degli assi principali.

Mito

Per andare in bici bisogna essere allenati

Realtà

La velocità che regge tutti i giorni è quella a cui si riesce a parlare, attorno ai quindici chilometri orari in città. Chi arriva sudato quasi sempre sta pedalando più forte del necessario, non è fuori allenamento.

Domande frequenti

Esiste un obbligo di usare la pista ciclabile?

L'articolo 182 del codice della strada indica di utilizzare le piste ciclabili dove sono presenti. Nella pratica il vincolo si scontra con piste interrotte o occupate: in quei casi si rientra in carreggiata nella posizione più visibile.

Il giubbotto ad alta visibilità è obbligatorio in città?

No. L'obbligo riguarda casi specifici fuori dai centri abitati, in particolare di notte nelle gallerie e sulle strade extraurbane. In città restano obbligatorie luci e catadiottri previsti dall'articolo 68.

Si possono trasportare bambini sulla bicicletta?

Sì, con i seggiolini omologati e nei limiti previsti dal codice della strada per età e peso. Cambia però la dinamica del mezzo: la frenata si allunga e le partenze richiedono più spazio.

Pedalare contromano è sempre vietato?

No, dove il comune ha istituito il doppio senso ciclabile su una strada a senso unico ed è segnalato. Fuori da quei casi resta vietato, e resta una delle infrazioni più rischiose per chi pedala.

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