Come iniziare ad andare in bici: i primi passi, guida per principianti
Chi riprende la bicicletta da adulto ha bisogno di tre settimane, non di attrezzatura. I primi passi in ordine, dalla sella al percorso.
Chi cerca come iniziare ad andare in bici trova quasi sempre consigli su allenamento e attrezzatura. Per gli spostamenti quotidiani serve altro: una bici che funziona, un percorso scelto bene e tre settimane di pazienza. Questa pagina segue quell'ordine, perché è l'ordine in cui le cose si rompono.
Vale per chiunque, ma soprattutto per chi si trova a iniziare ad andare in bici da adulti dopo anni di pausa. In quel caso il corpo ricorda come si pedala, mentre non ricorda affatto come si sta nel traffico: sono due abilità diverse e la seconda si recupera solo gradualmente.
I primi passi: la prima settimana in sella
I primi passi si fanno sul percorso più facile che esiste, non su quello che si userà davvero. Un tratto di pista ciclabile, un parco, una strada residenziale la domenica mattina. Servono venti minuti, due o tre volte, per rimettere a posto equilibrio, frenata e partenza in salita.
Nella stessa settimana si sistema la bici: pressione delle gomme, freni che mordono, catena oliata, sella all'altezza giusta. Con il tallone appoggiato al pedale nel punto più basso la gamba deve risultare quasi distesa. È la regolazione che fa la differenza fra pedalare e faticare.
Quasi tutti tengono la sella troppo bassa perché dà la sensazione di poter appoggiare i piedi da fermi. Il risultato è che le ginocchia lavorano male e quattro chilometri in pianura sembrano una salita. Si alza di due centimetri per volta, fino a trovare la posizione in cui la pedalata scorre.
Come iniziare ad andare in bici da adulti senza esagerare
La regola che funziona è una sola: si comincia da un tragitto che si può fare in una direzione. Andata in bici, ritorno con il mezzo pubblico o a piedi se serve. Iniziare ad andare in bici da adulti con l'idea di sostituire subito l'automobile per tutti gli spostamenti è il modo più rapido per smettere entro un mese.
La seconda settimana si aggiunge il tragitto reale, in un giorno senza fretta. La terza si guarda il calendario e si scelgono due giorni fissi. Due giorni fissi tenuti per un mese diventano un'abitudine; cinque giorni improvvisati no.
Cosa serve davvero ai principianti
Chi cerca come iniziare ad andare in bici trova in giro elenchi lunghi di attrezzatura. La lista reale, per chi si sposta in città, è corta.
Ai principianti servono quattro cose: la bici in ordine, due luci, un lucchetto adeguato e un posto dove lasciarla. Nient'altro è necessario nella prima fase. L'abbigliamento tecnico, il contachilometri, i pedali automatici e il casco aerodinamico sono acquisti che riguardano un altro uso della bicicletta.
Le luci sono l'unica voce su cui non conviene risparmiare tempo: l'articolo 68 del codice della strada le richiede dal tramonto, insieme al campanello e al catadiottro rosso posteriore, e sono anche ciò che rende visibili nel rientro serale d'inverno. Per la scelta della bici, la pagina su come scegliere la bici distingue i tre o quattro tipi che hanno senso in città.
Scegliere il percorso, non solo la bici
È anche la parte che i principianti sottovalutano di più. Il percorso conta più della bici. La strada più breve è quasi sempre la più larga e la più veloce, quindi la più sgradevole da pedalare. Serve la variante: una parallela, un tratto di ciclabile, un attraversamento in più. Si perde qualche minuto e si guadagna la voglia di rifarlo domani.
Prima di usarlo tutti i giorni, il percorso va provato una volta in un momento tranquillo, per vedere dove la pista si interrompe e dove bisogna rientrare in carreggiata. Le regole di quei punti sono spiegate nella pagina sui percorsi ciclabili e in quella sull'uso condiviso della strada.
Quanto tempo ci metto?
20 minuti
Stima a velocità costante. La media urbana di quindici chilometri orari tiene già dentro i semafori; non comprende la ricerca di un posto dove legare la bici.
| Distanza | Tempo |
|---|---|
| 2 km | 8 minuti |
| 3 km | 12 minuti |
| 5 km | 20 minuti |
| 7 km | 28 minuti |
| 10 km | 40 minuti |
Come usare questa guida nelle prime settimane
Questa guida si legge in tre momenti. Prima di partire: questa pagina e quella sulla scelta della bici. Dopo la prima settimana: percorsi ciclabili e regole della strada. Al primo problema pratico: manutenzione, furti, pioggia.
Chi affronta distanze superiori ai sette chilometri, o un dislivello serio, trova nelle pagine su bici elettriche e intermodalità le due uscite ragionevoli: l'assistenza al pedale e la combinazione con il treno.
Errori tipici delle prime uscite
Il primo è partire troppo forte: si arriva sudati, si conclude che la bici non è adatta agli spostamenti e si smette. Il secondo è tenersi troppo a destra, contro le auto in sosta, dove si finisce nella zona delle portiere che si aprono. Il terzo è pedalare senza avere deciso dove si lascerà la bici all'arrivo, che è il momento in cui si improvvisa il palo sbagliato.
Il quarto, meno evidente, è cambiare bici prima di avere sistemato quella che si ha. Una revisione in officina, gomme nuove e la sella in posizione risolvono la maggior parte delle lamentele attribuite al mezzo.
Quanto costa mettersi in strada
La spesa iniziale si concentra su tre voci e finisce lì. La bici, se si parte dall'usato revisionato, resta la voce più bassa fra quelle possibili; le luci costano poco e durano anni se sono ricaricabili; il lucchetto è l'unico oggetto su cui conviene spendere in proporzione al valore del mezzo, perché è quello che decide se la bici sarà ancora al palo quando si torna.
Vale la pena mettere in conto anche una revisione in officina, se la bici è stata ferma per qualche anno. Costa poco e in genere si risolve in mezza giornata: cavi dei freni, pattini consumati, camere d'aria secche, gioco nei cuscinetti. È la spesa che evita di scoprire un problema al primo incrocio in discesa, e in molte città si può fare in una ciclofficina di quartiere invece che in negozio.
Fuori da queste tre voci, nel primo mese non serve nulla. I parafanghi si aggiungono quando arriva la prima pioggia, il portapacchi quando si capisce cosa si porta davvero, i guanti al primo freddo serio. Comprare tutto insieme prima di partire è il modo più comune per spendere su un uso della bicicletta che poi non sarà quello reale.
Chi vuole capire dove finiscono i soldi nel tempo trova la risposta nella manutenzione: gomme, catena, pattini o pastiglie dei freni. Sono voci piccole e ricorrenti, e sono l'unica spesa prevedibile di chi si sposta pedalando.
Domande frequenti
Quanto tempo serve per abituarsi ad andare in bici in città?
Tre settimane con due uscite fisse alla settimana bastano quasi sempre. La parte che richiede più tempo non è la gamba ma la lettura del traffico: dopo cinque o sei uscite le decisioni agli incroci diventano automatiche.
Meglio comprare una bici nuova o usata per iniziare?
Per cominciare, una bici usata revisionata è la scelta più sensata: costa poco, non fa paura lasciarla legata in strada e permette di capire quale tipo di bici serve davvero prima di spendere. Restano da controllare freni, gomme e gioco dei cuscinetti.
Si può iniziare ad andare in bici da adulti senza allenamento?
Sì, se si accetta di andare piano. La velocità che regge tutti i giorni è quella a cui si riesce a parlare: attorno ai quindici chilometri orari in città, semafori compresi. Chi parte più forte arriva sudato e smette.
Quali sono le prime cose da comprare?
Due luci, un lucchetto proporzionato al valore della bici e, se il tragitto prevede pioggia, un paio di parafanghi. Tutto il resto può aspettare il secondo mese.
Come si scelgono i primi percorsi?
Cercando la parallela tranquilla invece della strada principale, anche a costo di allungare. Il percorso va provato una volta in un momento di traffico scarso, per individuare i punti dove la pista ciclabile finisce e si rientra in carreggiata.