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Usare la strada in bici in modo sicuro: posizione, incroci e visibilità

Le situazioni ricorrenti del traffico urbano e la posizione che le rende meno pericolose, dalla zona delle portiere alla svolta a destra.

Un ciclista tiene la posizione in carreggiata a circa un metro dalle auto in sosta

La parte difficile del pedalare in città non è la pista ciclabile: è il tratto in cui la pista finisce e si rientra fra le automobili. Lì contano tre cose, sempre le stesse: dove si tiene la ruota, quanto si è visibili e quanto sono prevedibili i propri movimenti. Il resto è dettaglio.

Questa pagina raccoglie le situazioni ricorrenti degli spostamenti urbani e la posizione che le rende meno pericolose. Non sono regole di cortesia: sono conseguenze di come funziona il campo visivo di chi guida un mezzo più grande.

Dove si tiene la bici in carreggiata

La tentazione è stare il più a destra possibile. È l'errore più diffuso, per due motivi. Il primo è la zona delle portiere: a fianco delle auto in sosta serve un metro di margine, perché una portiera che si apre non si può schivare. Il secondo è che chi pedala incollato al bordo invita un sorpasso strettissimo nello stesso spazio.

La posizione utile è quella in cui si è visti da lontano: circa un metro dalle auto ferme, e al centro della corsia quando la corsia è troppo stretta perché un'auto possa affiancare in sicurezza. Non è un atto di forza, è la sola posizione che comunica che quel tratto va superato cambiando corsia.

La svolta a destra

La collisione urbana più frequente fra un'automobile e una bicicletta non è il tamponamento: è il veicolo che svolta a destra tagliando la traiettoria di chi pedala alla sua destra. Prima di ogni incrocio conviene guardare l'indicatore di direzione e, se serve, rallentare e passare dietro invece che a fianco.

Incroci, rotatorie e case avanzate

In rotatoria si tiene il centro della corsia. Restare all'esterno significa offrire a ogni uscita l'occasione di essere tagliati; occupare la corsia rende invece la traiettoria leggibile e impedisce l'affiancamento nel punto peggiore. Si esce segnalando con il braccio destro.

Dove esiste la casa avanzata, cioè lo spazio riservato davanti alla linea d'arresto del semaforo, conviene usarla: si parte davanti alla prima automobile e si esce dall'incrocio già visibili. È una delle soluzioni introdotte dalla riforma del codice della strada del 2020, insieme alla corsia ciclabile tracciata sulla carreggiata.

Segnalare con il braccio, guardare indietro

Il braccio teso indica dove si va, e va usato prima della manovra, non durante. Il gesto che conta ancora di più è il colpo d'occhio all'indietro: girare la testa per mezzo secondo prima di spostarsi verso il centro comunica l'intenzione e permette di vedere chi arriva. Chi non guarda indietro non può cambiare traiettoria in sicurezza.

L'articolo 182 del codice della strada chiede di tenere le mani sul manubrio, quindi la segnalazione è un gesto breve, non una posizione mantenuta. Sullo stesso articolo si trova l'indicazione di procedere in fila unica quando le condizioni della strada lo richiedono.

Essere visti al buio e con la pioggia

Il momento in cui succedono più problemi è il rientro serale d'inverno, con asfalto bagnato e luce residua. Servono due luci accese, non riflettori: bianca davanti, rossa dietro, più i catadiottri previsti dall'articolo 68. La luce posteriore lampeggiante si nota prima, quella fissa permette di valutare la distanza: molte lampade permettono entrambe le modalità.

Un dettaglio che cambia molto: le luci vanno puntate. Un faro anteriore rivolto verso l'alto abbaglia e non illumina la buca; puntato tre o quattro metri davanti alla ruota illumina il punto in cui si sta arrivando. Per la frenata sul bagnato la pagina su pioggia entra nel dettaglio.

Campanello, luci e catadiottri sono richiesti dall'articolo 68 del codice della strada, le luci dal tramonto; il casco non è obbligatorio per gli adulti
Fonte: Codice della Strada (D.Lgs. 285/1992), artt. 3, 40, 68 e 182
Riusa questo grafico

Il grafico può essere ripubblicato citando la fonte. Codice da incollare:

Condividere lo spazio con i pedoni

Sui percorsi promiscui e nelle aree pedonali chi pedala è l'elemento veloce, quindi tocca a chi pedala rallentare. Il campanello serve con anticipo, a distanza utile, non a due metri: usato tardi spaventa e fa spostare la persona nella direzione sbagliata. Nei portici e nelle zone a traffico limitato con divieto di transito la bici si spinge a mano.

La stessa logica vale con i bambini e con chi ha problemi di udito: si passa larghi e a velocità ridotta. Le regole degli attraversamenti condivisi sono spiegate nella pagina sui percorsi ciclabili, comprese le differenze fra attraversamento ciclabile e ciclopedonale.

Cosa fare quando la pista ciclabile finisce

Le piste interrotte sono la norma, non l'eccezione. Il passaggio da pista a carreggiata è il momento in cui serve più attenzione, perché si entra in un flusso che non si aspetta un ingresso. Si guarda indietro, si segnala, si entra deciso e si prende la posizione visibile: entrare timidamente e restare al bordo è più rischioso.

Quando l'ingresso in carreggiata è oggettivamente impraticabile, per esempio su una strada a scorrimento veloce senza spazio, la soluzione non è pedalare sul marciapiede: è cambiare percorso. La pagina su come iniziare a pedalare spiega come si costruisce una variante utilizzabile ogni giorno.

Domande frequenti

A che distanza si pedala dalle auto parcheggiate?

Circa un metro, cioè fuori dalla portata di una portiera che si apre. Se la corsia è troppo stretta per lasciare quel margine e permettere un sorpasso sicuro, la posizione corretta è al centro della corsia.

Come si affronta una rotatoria in bici?

Tenendo il centro della corsia, non il bordo esterno. Al bordo si viene tagliati da chi esce; al centro la traiettoria è leggibile e l'affiancamento diventa impossibile. L'uscita si segnala con il braccio.

Si può pedalare sul marciapiede se la strada è pericolosa?

No, il marciapiede è riservato ai pedoni e la bici si spinge a mano. Quando un tratto è oggettivamente impraticabile la soluzione è cambiare percorso, non salire sul marciapiede.

Serve la luce anche in città illuminata?

Sì. Dal tramonto l'articolo 68 del codice della strada richiede fanale anteriore e luce rossa posteriore, con i relativi catadiottri. L'illuminazione pubblica rende visibile la strada, non chi pedala.

Meglio luce posteriore fissa o lampeggiante?

La lampeggiante attira prima l'attenzione, la fissa permette di stimare meglio la distanza. Molte lampade offrono entrambe le modalità: in città la lampeggiante è la più efficace, nei tratti bui extraurbani conviene la fissa.

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