Pedalare sotto la pioggia: frenata, parafanghi e visibilità
La pioggia cambia frenata, visibilità e comfort. Cosa serve davvero, come si guida sul bagnato e i dieci secondi utili al rientro.
La pioggia non impedisce di pedalare: cambia tre cose. Lo spazio di frenata, la visibilità e il modo in cui l'acqua arriva addosso. Chi affronta queste tre cose smette di considerare la pioggia un ostacolo e la tratta come una condizione ordinaria di due o tre giorni al mese.
La differenza fra un tragitto sgradevole e un tragitto normale la fanno pochi accessori e un cambio di guida. Non serve abbigliamento tecnico costoso: servono parafanghi, luci accese e la disciplina di frenare molto prima.
Frenare sul bagnato
Su asfalto bagnato lo spazio di frenata si allunga, e il modo di frenare cambia: si comincia prima e si dosa. Con i freni a pattino il primo mezzo giro di ruota serve solo ad asciugare il cerchio, quindi la frenata arriva in ritardo. I freni a disco soffrono molto meno questo effetto, ed è il motivo principale per cui in città sono preferibili.
I primi minuti di pioggia sono i più insidiosi: l'acqua solleva il velo di polvere e residui oleosi senza ancora lavarlo via. In quella fase le superfici lisce diventano scivolose: strisce bianche, tombini metallici, rotaie del tram, pavé lucido. Si attraversano in linea retta, senza frenare e senza pedalare di forza.
Una rotaia bagnata si attraversa con un angolo il più possibile vicino ai novanta gradi. Con angoli piccoli la ruota anteriore scivola dentro il solco e la caduta è immediata. Dove le rotaie corrono parallele alla marcia conviene cambiare corsia in un punto in cui l'attraversamento è largo.
Parafanghi e vestiti
Il parafango è l'accessorio che risolve più problemi con la minore spesa. La maggior parte dell'acqua che arriva addosso non viene dal cielo: viene dalla ruota anteriore e dalla strada. Un parafango lungo davanti, con paraspruzzi, tiene asciutti piedi e gambe; quello posteriore protegge la schiena e anche chi pedala dietro.
Sui vestiti la scelta pratica è coprire dall'esterno solo quello che serve: una mantella o una giacca impermeabile ampia, che non trattenga il vapore. Le scarpe si proteggono con copriscarpe leggeri, molto più efficaci di qualunque scarpa dichiarata impermeabile. Cappuccio sotto il casco o niente cappuccio: quello che si gonfia al vento toglie visibilità laterale.
Vedere ed essere visti
Con la pioggia la visibilità cala per tutti, e i parabrezza bagnati riducono ancora il campo visivo di chi guida. Le luci vanno accese anche di giorno: la posteriore lampeggiante è la più efficace, l'anteriore va puntata in basso perché l'acqua diffonde il fascio e abbaglia. Le superfici riflettenti su caviglie e zaino si notano più di una giacca dai colori vivaci.
Vale anche la scelta della traiettoria: con la pioggia conviene stare più al centro della corsia, lontano dal bordo dove si raccoglie l'acqua e si nascondono le buche. Le regole di posizione sono nella pagina sull'uso condiviso della strada.
Dopo il tragitto
Dieci secondi al ritorno evitano metà dei problemi meccanici della stagione. Si passa un panno sulla catena e, quando è possibile, si rimette un velo di olio: l'acqua porta via il lubrificante e lascia sporco abrasivo. Cerchi e pattini si asciugano da soli, ma il residuo di sabbia sui pattini graffia il cerchio e va rimosso.
La bici lasciata bagnata per giorni sviluppa ruggine sulla catena e nei cavi. Se non c'è un posto coperto, un telo basta. Per il resto della manutenzione ordinaria resta valida la pagina su manutenzione, e per chi si sposta anche in inverno la pagina su freddo e caldo.
Domande frequenti
Come si frena in bici sul bagnato?
Si comincia molto prima e si dosa la leva. Con i freni a pattino il primo mezzo giro di ruota serve ad asciugare il cerchio, quindi la frenata arriva in ritardo; i freni a disco riducono molto questo effetto.
Perché i primi minuti di pioggia sono i più rischiosi?
Perché l'acqua solleva polvere e residui oleosi senza ancora lavarli via. In quella fase strisce bianche, tombini e pavé diventano scivolosi e vanno attraversati in linea retta, senza frenare.
Come si attraversano le rotaie del tram bagnate?
Con un angolo il più vicino possibile ai novanta gradi. Con angoli piccoli la ruota anteriore finisce nel solco e scivola. Dove le rotaie sono parallele alla marcia conviene cambiare corsia in un punto largo.
Servono i parafanghi o basta una giacca?
I parafanghi risolvono più della giacca, perché la maggior parte dell'acqua arriva dalla strada e dalla ruota anteriore, non dal cielo. Un parafango lungo con paraspruzzi tiene asciutti piedi e gambe.
Cosa fare con la bici dopo un tragitto sotto la pioggia?
Passare un panno sulla catena e rimettere un velo di olio, perché l'acqua porta via il lubrificante. Va rimossa anche la sabbia dai pattini, che altrimenti graffia il cerchio.